Dolci fermenti

Dolci fermenti

Una distesa dulcedine diffusa nel corpo
ricrea nel faro del cuore un vigile affetto.
Da vivi fermenti, attivi in loro secrete
un mosto pastoso diventa vin limpido e pretto.
Ed è questo miracol di spirituale alchimia:
le membra di vile materia, d’abominevole carne
si trasfigurano in grazia fulgente e amorosa.
Allora altro si fa, altrimenti si vive, che sol numeri o nomi.

In collo ti culli un tuo pargolo, lo cresci con mille attenzioni.
In pericol di vita, è lui che si deve salvare:
la vita, gli affetti son da difender su tutto.
Preferisco esser lor schiavo che libero e vuoto.

Con chimica e fisica, con genetica e logica riesco solo a far danni.
Non ci vedo bontà in questo sapere, ma volontà di dominio su tutto.
Non voglio dominare chi amo, ma crescerlo dolce e più buono.
Mi vedo in volto grinze profonde: vedo ed amo le sue guance paffute.
Mi appassisco rugosa patata: mi spuntan germogli floridi e bianchi.
Ci ripaga la vita con dolcezza d’affetti, da morir tanto dolci!

Sculacci una morbida pelle ai suoi primi trepidi passi.
Lo baci in un ciao sicuro che da solo poi va.
Gli accarezzi la guancia, pensandol già grande, liscia ancorché.

Dà segni di vita il suo cuore, vede l’amore, confrontando dove non c’è.
Dolci fermenti salgono in lacrime agli occhi,
commossi da pur mo’ nato vigore.
Nuova vita sul piano raggiato del cuore...
non me l’han detto all’anagrafe.

 

Cremignane, 4 gennaio 2012

 

 

Elefteriarca I bottoni


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